giovedì 29 novembre 2012

favolando d'autore [post pubblicato il 20 settembre 12]

Esopo

Con Favolando d'Autore inizio una nuova sezione dedicate alla favola, ossia quella narrazione breve, sia in versi sia in prosa, con un messaggio che vuole impartire un insegnamento morale, una riflessione sulla vita, una regola di comportamento di solito concentrata nel finale, la cosiddetta "morale" della favola.
Le origini della favola vanno ricercate già da 2000 anni prima di Cristo.  Le storie che il popolo mesopotamico trascrisse erano passate, prima d'allora, di bocca in bocca, mutate e adattate, ma mai dimenticate.  In India anticamente servivano a preparare i figli dei re ai loro futuri compiti di regnanti.  Cheope, il mitico Faraone, amava ascoltare favole:  a lui si narrava di coccodrilli, scarabei, gatti, tutti animali sacri nell'antico Egitto.  
In Occidente le prime attestazioni scritte di favole appartengono a ESOPO (VII-VI secolo a.C.), imitato successivamente nel mondo latino da FEDRO (15 a. C. - 50 d. C.).  Con loro la favola si arricchisce di significati quasi "politici", come strumento per dire verità scomode o lanciare accuse verso personaggi potenti, evitando nel contempo di esporsi apertamente.
Nel Seicento le favole piu' celebri sono quelle di JEAN de LA FONTAINE, che compose ben dodici libri di favole in versi, dedicate al figlio del re di Francia. La Fontaine affermava - mi servo degli animali per istruire gli uomini.
In Italia Trilussa prima, Alberto Moravia e Gianni Rodari poi, ma anche altri hanno rivitalizzato il genere senza allontanarsi dalla matrice originaria.
Nelle favole di oggi non c'e' piu' la finalita' didascalica, almeno in maniera cosi' evidente come in Esopo e Fedro, ma il lettore ha modo ugualmente di riflettere sui comportamenti umani per trarne insegnamenti.
Inauguro questo Favolando con una favola di Esopo  sulla stoltezza e l'ignoranza.  Una delle mie preferite ai tempi del Liceo, che ancora oggi, ogni tanto, rispolvero dalla mia 'biblioteca'...

L'ASINO CHE PORTAVA IL SALE

dipinto dal Web

Un asino carico di sale traversava un fiume.  Scivolo' e casco' nell'acqua, dove il sale si sciolse:  cosi', quando si rialzo' si senti' piu' leggero.  Lieto di questo caso, un'altra volta che era carico di spugne, giunto vicino a un fiume, penso' che, se si fosse lasciato cadere, si sarebbe di nuovo risollevato, piu' leggero;  e cosi' a bella posta scivolo' giu'.  Sennonche', avvenne che le spugne s'imbevvero d'acqua, ed esso, incapace di rialzarsi, mori' affogato.
In modo simile, alcuni precipitano nei guai senza avvedersene, proprio in grazia dei loro maneggi.

Da Favole di Esopo, Bompiani


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