giovedì 29 novembre 2012

Ode alle Sirene (di vento e di mare)


ph web


Fammi ricordare ogni tazza di caffè 
dove - con cerchi magici,
una Luna spettinata specchiava la sua gota,
prima
di appoggiarla sul cuscino. 
Qui le
gocce corrono sui vetri e lontano
si gonfiano in tempeste dove l'uomo 
s'abbandona,
e senza sospetto, rifulge il mare 
d'Occidente
che si sporge smembrato 
dell'altra metà...(piccola)
che ora tace osservando.
E' la tristezza che non passa 
quella
che diventa pelle e si contempla,
e presto questa pioggia urlante stende
prima di morirla...tra un angolo e l'altro
di una strada illuminata
dalla luce di una candela,
quando per le strade di New York soffia
un'aria buona dall'aroma di glicine che(a odore) 
- anche al direttore che stava rincasando -
urtò un brivido repentino come lo avesse
scosso
&
mosso
e commosso, e con passi di lupo
ora ...s'allontanava.
Conservo una crepa d'amore come tutti
e la sera la corico accanto 
alla sedia dei
panni che ripiego per non sgualcire. Non
mi mancheranno solo l'alba o i miei 20anni.
La sua gota che saliva i gradini 
della musica, portava pensieri
di papaveri rossi in una stagione secca di pioggia
e ormai sonnolente.

albertomattei





Nessun commento:

Posta un commento