sabato 29 settembre 2012

old father old arteficier...







Quando un'anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti. 

[James Joyce, Ritratto dell'artista da giovane]






Irlandese purosangue, cattolico per nascita, si ribella contro la religione, ma al di là dell'abiura delle fede compiuta in anni giovanili e mai più ritirata (emblematica è l'apertura dell'Ulysses, in cui Joyce-Stephen, per affermare sé stesso e il suo laicismo, si rifiuta di inginocchiarsi e di pregare dinanzi alla madre morente, e la madre morente lo aveva supplicato di inginocchiarsi e pregare per lei), Joyce rimane scrittore profondamente, intimamente cattolico; dimostrato non solo dall'uso, nelle sue opere, di forme liturgiche e religiose e miti cristiani, ma anche dal suo forte bisogno di ricercare una rinnovata fede nel mito.  Autocondannato all'esilio per motivi ideologici e culturali, per un senso di displacement che avverte nei confronti dell'Irlanda e verso la quale nutre, tuttavia, un rapporto misto odio-amore. l'Irlanda rimarrà comunque e sempre il costante teatro dei suoi scritti.

Statua di James Joyce, Dublino, O'Connell Street, Cafe Ulysses




James Joyce Centre in North Great George's Street





Pezzi brevi


W.H. Auden in Berlin, ph by Mark B. Anstendig



Pascal avrebbe dovuto provare sollievo, non paura,
                              [di fronte ai suoi spazi infiniti:
   il Tutto creato da Dio è così immenso
                        [che le stelle si scontrano di rado.


                                ***

Ahimè, le farfalle non si curano
di noi, ma i moscerini
purtroppo invece sì.

                               ***

Imprigionati a vita con noi stessi,
siamo costretti ad imparare come 
sopportarci l'un l'altro.

                               ***

La coscienza dovrebbe essere come
un salotto nel quale le parole
sono tutte azzimate e reticenti.

                              ***

Se tra loro c'è vera fratellanza,
gli uomini non cantano all'unisono:
cantano in armonia.

W.H. Auden, Pezzi brevi, da Grazie, Nebbia, Adelphi, 1974, Traduzione Alessandro Gallenzi



venerdì 28 settembre 2012

tra fantasia e sogno

La Venere di Milo, Museo del Louvre, Parigi

Non appena l'alba, e l'alba spunto' molto presto, dipinse di rosa l'accoglienza degli dei mutili nel giardino, Sir Benjamin lascio' la stanza per esaminare i danni alla luce del giorno.  Non si sentiva molto bene.  Il peso degli anni cominciava a gravargli.  La maschera rabelaisiana che aveva portato, la posa del mangiatore gargantuesco e del bevitore pantagruelico stavano diventando tutti atteggiamenti un po' troppo studiati.  Doveva finalmente ammettere che il suo stomaco non era piu' quello di un tempo.  Un pasto anche modesto - diciamo una "fiorentina" ai ferri o un paio di fagiani - gli dava una punturina di pirosi.  Non tollerava piu' vino e liquori nella quantita' di una volta.  Tre bottiglie di Borgogna gli annebbiavano un po' le idee e lo predisponevano al litigio.
Il futuro, seguitava a rimuginare.  Il futuro rodeva il passato fino a ingestione completa, e a lui questo incuteva spavento.  Paventava la conquista e la distruzione del passato, degli dei del passato, a opera di forza bruta - una saetta e il crolllo di un albero.  Il futuro gli faceva l'effetto del passeggero zotico di autobus che si e' accaparrato villanamente un posto a sedere e non e' incline ad alzarsi per cederlo ad una signora.  Il futuro era un ghigno contorto e compiaciuto. [...] Il mondo sembrava intestardito a mandare in briciole ogni specchio in cui mirarsi.  Il mondo stava allestendo un gran salone degli specchi per il solo gusto di vedere la moltiplicazione della propria immagine schiantarsi in frantumi che avrebbero cambiato il sorrisetto narcisistico in turpe sogghigno.  La prospettiva del futuro, per Sir. Benjamin, era stomachevole.  [...] Credeva che gli eserciti erano in marcia, i megawatt dai Tannoy rintronanti, la mente collettiva - utensile dell'oligarchia - plasmata sotto l'azione anestetica degli slogan e degli spettacoli di massa.  Gli dei del giardino, con tutta la loro epifania miracolosa di quella notte, erano morti. [...] Ed il mondo, sicuramente, aveva ben altro a cui pensare.


Anthony Burgess, da Due storie di Venere, Rizzoli,  1964, traduzione Liliana Macellari, pp 106-107

Questo libro si fonda su un racconto di Burton - Anatomy of Melancholy, Pt. 3, Sec 2, Mem. I, Subs. I - che egli trasse da Florilegus (1055), "storico onesto del nostro paese, poiche' ne parla con tanta sicurezza, come di un fatto di cui, in quel tempo, l'intera Europa discorreva". 







giovedì 27 settembre 2012

AndyWarhol



significante+significato=segno linguistico




la verita', vi prego, sull'amore

carboncino su carta, disegno  di Victoria (pulciotta)

Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un’assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E’ piangente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E’ tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.

Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E’ un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.


W.H. Auden, da La verita', vi prego sull'amore, Adelphi, Traduzione Gilberto Forti

mercoledì 26 settembre 2012

eventi

Kandinsky, Autunno in Baviera,  1908



Kandinsky, da ottobre in mostra a Pisa al Palazzo Blu 









...sono diventato Picasso



Quando ero bambino mia madre mi diceva - Se farai il 
soldato diventerai generale. Se farai il monaco diventerai Papa - 
Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso.

Pablo Picasso, in F. Gilot, C. Lake, Vita con Picasso,Milano 1965


PH Richard Avedon


In mostra a Milano, Palazzo Reale, 20 settembre 2012 - 6 gennaio 2013







pensando a Van Gogh


Foto: "La stanza" di Van Gogh riprodotta su carta con pastelli ad olio da mia figlia 14enne.  Proud of her! <3
"La stanza" di Van Gogh ad Arles, riprodotta su carta con pastelli ad olio da Victoria, 14 anni


Ti rendi conto che il filo e' labile, che l'equilibrio e' fragile, che niente e nessuno potra' mai darti la garanzia che cio' che senti non sia una tua creazione.
E, soprattutto, quanto e' spiazzante pensare che la pazzia puo' essere tremendamente lucida, credibile, affidabile. Combattere contro se stessi, detestare i propri pensieri, temere cio' che possono ordinare. La guerra contro i pensieri

[Stefano Massini, da L'odore assordante del bianco]



...ed anche un omaggio ai giovanissimi attori della compagnia teatrale ATTIESSE ONLUS, ottimi interpreti de "L'odore assordante del bianco"







martedì 25 settembre 2012

Gita al faro




Così, con una luce a caso che li guidava da una stella scoperta, o da una nave 

vagante, o dal Faro stesso, con l’impronta pallida sulle scale e sulla stuoia, quei 

piccoli soffi salivano le scale e si facevano strada fino alle porte delle camere. 

Ma qui dovevano arrestarsi. Qualunque altra cosa può morire o scomparire, 

quello che c’è lì è immutabile. Qui si poteva dire a quelle luci scivolose, a quei 

soffi esitanti che alitavano e si curvavano sul letto, qui non potete né toccare 

né distruggere. Al che, stanchi, spettrali, come se avessero avuto dita leggere 

come piume e della stessa consistenza delle piume, avrebbero guardato, una 

volta, gli occhi chiusi e le dita intrecciate, e ripiegando le vesti con gesto 

stanco, sarebbero scomparsi. E così, facendosi strada, frugando, andarono alla 

finestra delle scale, nelle camere della servitù, tra le scatole in soffitta; e 

scendendo, sbiancarono le mele sul tavolo della sala da pranzo, stropicciarono i 

petali delle rose, esaminarono il quadro sul cavalletto, spazzarono la stuoia e 

soffiarono un po’ di sabbia sul pavimento. Alla fine desistettero, cessarono 

insieme, si riunirono insieme, sospirarono insieme; tutti insieme emisero una 

raffica di gemiti senza scopo, cui rispose una porta della cucina; si spalancò; 

nessuno entrò; e si richiuse con un tonfo.


Virginia Woolf, To the lighthouse


sabato 22 settembre 2012



Love loves to love love.

James Joyce, Ulysses

Old father old arteficier stand me now and ever in good stead

mercoledì 19 settembre 2012

una giornata dedicata ad Antonio Tabucchi


Vecchiano (Pisa) - 25 Settembre 2012, in occasione dell'intitolazione della Biblioteca Comunale ad Antonio Tabucchi

Mia cara, 
in questo lieto giorno di festa familiare, da noi tutti desiderato per tutto l'anno, ti scrivo, dolce cara compagna della mia vita, perche' tu sappia che anche se non ti e' materialmente possibile essere presente, sei qui tra noi presente piu' di tutti gli altri presenti.

Antonio Tabucchi, da Si sta facendo sempre piu' tardi, Universale Economica Feltrinelli, 2003



sabato 15 settembre 2012

wOrDsWoRdSwOrDs / parodia in fila(strocca) per ONNIPOTENZA




Da qui a lì 
Così dicesi il caso lesto
Maldestro e un po' funesto
Di chi in vita
Altro non fa che ruminir
E ahimhè......deglutir (e che rima sia!)!!!

Assenso senza senso?

Rabbrividite oh Dei
Dall'alto dell'Olimpo
Come Barthes
Mi frammento 
In amorosi discorsi
Poi mi contemplo  foglia
Verde alla Chezanne
E la mia dell' Aquinate speranza vi s'aggrappa
E quando il vento la fa muovere
Secondo il Pascalian principio
Trema tutto il mio essere Heideggeriano
E la coscienza Sveviana salta fuori
[Ahimè la foglia cade a terra
Oh...proprio in basso]


Alla maniera di Godard
E anche di Buñuel
Perché...
IO sono tanto tanto, 
ma tanto!!!

(un po' così eh sì!
il cuor di tenebra Conradiano,
il pensiero utopistico Huxeliano e...
  ragione e  sentimento Austiniani---
ebbene sì! abundabimus!!! 
ah dimenticavo: ho anche occhio miglior in visual di HenriCarterBresson e orecchio superior in intonazion a GlennGould!)


BloppeteBloppeteBUUUUU
mi autobiografizzo e filosofizzo dalla cima in giù
(Amen!)

PBsettembre 2012

...e lucean le stelle



mercoledì 12 settembre 2012

Libertà vo cercando, ch'è si cara, come chi sa chi per lei vita rifiuta...


Gentili creature,
vi invio qualche novella di Verga, autore che studieremo dopo aver letto le poesie di Leopardi.
La novella "Libertà" sarà la prima che leggeremo in classe. Lo faremo nei prossimi giorni perché parla dell'eccidio di Bronte.
Per cortesia non dite come don Abbondio "Bronte, cos'era costui?..."  Nino Bixio era il luogotenente di Garibaldi. Andò a Bronte (paesino dell'Etna) per sedare la rivolta dei contadini che volevano la riforma agraria. Stiamo parlando della spedizione dei Mille....


La prof






lunedì 10 settembre 2012

tragicomicità-à-à


Chiedo scusa a tutti i miei lettori per la pubblicazione, alcune volte, di post umoristici, un po' stupidi, che esulano comunque da quelle che sono le mie abitudini di scrittura.  Tale esigenza nasce dal fatto di imbattermi, periodicamente, in letture talmente ottuse ed astruse, noiose o  di cattivo gusto, che di rimando mi viene da rispondere  in chiave parodistica.  Come forse avrete notato, sono post temporanei, che preferisco poi mettere on hold.  Magari un giorno, li antologizzero' per trarne un' opera tragicomica, alla maniera di Pierre Corneille... tutto dipende dalla mia "vena" d'ispirazione! 






domenica 9 settembre 2012

esplosione di colori [dai miei viaggi]


Mykonos

Un bel giallo e altri colori caldi hanno i profumi del viaggio

Di ogni viaggio quando cielo e mare
Sono all’altezza del cuore 
Di ogni legame senza bisogno di parole







Particolari di Santorini




chiusure [Mykonos]



foto d'autore

Anais Pouliot by  Greg Kadel 






sabato 8 settembre 2012

tre poesie di Inge Müller


Berlino, foto Bernardo Ricci Armani


Siamo piantati nella terra



Da entrambi i lati


Ci consuma la pioggia

Dalla radice spunta

Una gialla talea, che

il sole più non raggiunge.


Attimo



Quando ci incontrammo


In una strada laterale delle nostre vie

Sentivi paura della vita

Sentivo paura della morte

Che era vicina e vedemmo il cielo rosso

Avvolgerci soffice come una coperta di lana

E ci riscaldammo per un attimo

Per ridere non ho bisogno di un motivo

Per piangere di nessun dolore 

Sono come voi e da voi ferita

Non sono nessuna oppure solo una bocca.

Dodecafonica e terza.






I mulini a vento di Mykonos

Tre passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d'amore, la ricerca della conoscenza e una struggente compassione per le sofferenze dell'umanità.

B. Russell






mercoledì 5 settembre 2012

ciao Tayla!

Tayla all'eta' di 3 mesi


Ieri sera Tayla, la mia Labrador di 5 anni, se ne e' andata...

Ciao dolcissima pazza giocherellona Tayla, trentacinque kili di lealta', amore ed esuberanza... un ciclone che ha travolto le nostre vite! Eri una di noi...♥ ...ricordando Conrad...
...e cosi' scatto, alla maniera di Carter Bresson, l'anima dolce e linda ed irruente che e' in te...


 selvagge






martedì 4 settembre 2012

AL VOLO [senza ali]


Henri Matisse, Icaro


Al volo!...senza ali...Tua Icar[a]

In quell'attimo eterno siamo chiusi in noi, ma un universo intero ci gira intorno, avvolgendoci. Non me ne rendo conto, ma gia' lampeggia il sospetto di dopo. Se un granello di equilibrio venisse meno, una pulsazione d'amore fallisse, precipiterei nella realta' degli ingranaggi.....................[PR]
 2.II.2012




...do the walk of life!


il mio Rinascimento

Huntington Beach, California

...fatto di illuminismo e logica grammatica









sabato 1 settembre 2012

here comes the sun

(...) Nell'addormentarsi, Zarathustra parlo' cosi' al suo cuore:


Silenzio! Silenzo!  Non e' diventato perfetto il mondo proprio ora?  Che mi succede?
Come un vento leggero, non visto, danza sul mare liscio come una tavola, lieve lieve al pari di una piuma: cosi' - il sonno danza su di me.
Non mi chiude l'occhio, mi lascia l'anima desta.  Esso e' lieve , davvero! al pari di una piuma.
Mi persuade, non so come, mi sfiora agile e penetrante con mano carezzevole, mi forza.  Si, mi forza a far si che la mia anima si distenda: -
- come mi diventa lunga e stanca, la mia anima strana!  Forse le e' giunta la sera di un settimo giorno proprio a mezzogiorno?  Ha gia' camminato troppo a lungo beata tra cose buone e mature?
Si stende tutta per lungo, lungo - piu' lungo! giace quieta, la mia anima strana.  Troppe cose buone ha gia' gustato, la opprime questa dorata tristezza, essa storce la bocca.
- Come una nave, che sia entrata nella sua baia piu' quieta: - ora si appoggia alla terra, stanca dei lunghi viaggi e dei mari insicuri.  Non e' piu' fedele alla terra?
Quando una tale nave si appoggia alla terra, si adagia: - basta allora che un ragno da terra tessa il suo filo facendolo arrivare fino a lei.  Allora non c'e' bisogno di cavi piu' robusti.
Come una tal nave stanca nella baia piu' quieta: cosi' anch'io ora riposo vicino alla terra, fedele, fiducioso, vigile, a lei legato dal piu' tenue dei fili.
Felicita'! Felicita'!  Vuoi cantare, vero, anima mia?  Tu giaci nell'erba.  Ma questa e' la segreta ora solenne, in cui nessun pastore suona il suo flauto.
Abbi riguardo!  Il mezzogiorno ardente dorme sui campi.  Non cantare! Silenzio!  Il mondo e' perfetto.
Non cantare, creatura alata che stai immersa nell'erba, anima mia!  Non bisbigliare neppure! Guarda -  in silenzio!  il vecchio mezzogiorno dorme, muove la bocca: non beve proprio ora una goccia di felicita' -
- una vecchia bruna goccia di dorata felicita', di vino dorato?  Qualcosa scivola leggermente sopra di lui, ride la sua felicita'.  Cosi' - ride un dio.  Silenzio!
- "Alla felicita', quanto poco gia' basta alla felicita'!"  Cosi' dissi una volta e mi sembro' di essere avveduto.  Ma era una bestemmia:  questo ho imparato ora.  Folli avveduti parlano meglio. 
Proprio cio' che e' pochissimo, finissimo, lievissimo, un frusciare di lucertola, un fiato, un guizzo, un batter d'occhi - il poco fa la specie della migliore felicita'.  Silenzio!
- Cosa mi e' accaduto: ascolta!  E' proprio volato via il tempo?  Non sto forse cadendo?  Non sono caduto - ascolta!  nel pozzo dell'eternita'?
- Cosa mi accade? Silenzio! Qualcosa mi punge - ahime' - nel cuore?  Nel cuore!  Spezzati, spezzati, cuore dopo una tale felicita', dopo una tale puntura! (...)

Cosi' parlo' Zarathustra e si levo' dal suo giaciglio vicino all'albero come da un'ebbrezza strana: ed ecco, il sole stava ancora proprio sopra la sua testa.  Da che si potrebbe a buon diritto dedurre che Zarathustra non avesse dormito a lungo.

Nietzsche, da Cosi' parlo' Zarathustra

Ph Giulia Bortolini, Here comes the sun